L'incontro di giovedì scorso ha messo in evidenza, a mio giudizio, i limiti in cui ci si imbatte quando da parte dei discenti predomina una ampia eterogeneità di provenienze e di origini formative che un test di pre-assessment non ha saputo cogliere nella sua complessità.
Per non tacere di una presenza in aula a fisarmonica - se mi si passa la metafora - che non consente la creazione di gruppi in grado di potere proseguire le attività con costanza.
Dal punto di vista della docenza, lamento a questo punto il fatto di avere consentito ai gruppi di scegliere l'argomento da sviluppare e il non avere portato in aula due progetti preparati da me che in forma tutoriale avrebbero forse permesso ai docenti di eseguire alcuni semplici passaggi più utili alle necessità di formazione.
Nei fatti è accaduto solo che mi ritrovo con una parte della classe - quella che ha sviluppato i titoli formativi - che procede verso la realizzazione di un'unità disponendo già una struttura e del materiale.
Gli altri docenti che avevano stabilito di seguire un percorso diverso, basandosi su un titolo di natura divulgativa, si sono trovati a disagio nella fase di raccolta del materiale e mi hanno chiesto di aiutarli a sviluppare qualche abilità operativa.
Richiesta che ho accolto e a cui darò seguito da martedì con una esercitazione, provando a dare loro delle attività da sviluppare anche a casa.
Al termine dell'incontro, ho presentato anche il caso di studio che ha generato molto interesse, molte domande ma anche, come dire ansia da prestazione.
Sono certo a questo punto che la classe sappia quale sia la differenza tra le due metodologie, ma temono che il poco tempo di cui possono disporre durante la loro settimana di lavoro non permetta di raggiungere i risultati che hanno apprezzato.
Devo progettare un tutoriale fornendo loro il risultato finale e di conseguenza tutti gli elementi per produrlo.
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